!!!
Don't stop till you get enough

La nebbia si dirada sul campo di battaglia, i generali sono ancora in piedi. Pieces of the People We Love pare non sia piaciuto a nessuno, ma forse è pure più bello di Echoes . Di Sound of Silver e del suo artefice - in alto le nostre mani - si dice a parte. Restano i !!!, dei quali si dice qui con il cantante Nic Offer in occasione dell'uscita del nuovo album Myth Takes , primo con marchio Warp in tutto il mondo. Non più esponenti in voga di una nuova tendenza, ma grande band in quanto tale e basta. Mentre nel frattempo l'ex-tendenza si è infiltrata un po' dappertutto e un bel beat funk non se lo negano nemmeno i Muse. Quindi: è il disco più intenso, compatto e ben riuscito della popolosa gang di New York via Sacramento. Il fatto che il disco-punk non sia più in voga come quando sono esplosi ha messo più o meno pressione addosso? “La prima. Pressione, dover dimostrare qualcosa. E poi è finito come moda, ma   non è tecnicamente finito. Ogni recensione del genere dice ‘Anche se il disco-punk è morto, questo è un bel disco' …quindi non è morto! È il fenomeno mediatico che è morto. Certo il genere si è un po' sparato nei piedi, col solo essere così derivativo. Per me ha sempre significato l'aprirsi di nuove possibilità, ma non per tutti è stato così, tanti lo hanno limitato ad alcune formule molto ristrette. La nostra sfida è stata dirci ‘Ok, questa è la musica che amiamo suonare', cercare di ampliare ulteriormente la nostra tavolozza e spingerci oltre.”

Qualcosa è cambiato a livello compositivo? “Per la prima volta abbiamo lavorato in tanti modi diversi: Break in Case of Anything è nata jammando su un loop preso da India dei Roxy Music, che poi abbiamo tolto per mettere un nostro beat nuovo al quale non saremmo mai arrivati partendo da zero. Pensa che gli Excepter hanno fatto un pezzo basato sullo stesso campione! Ma l'innovazione principale è che stavolta abbiamo jammato direttamente nel computer, con tutte le tracce separate e la possibilità di lavorarci da subito, tagliando e incollando, anche in fase di composizione. Heart of Hearts nasce così: all'inizio ho lasciato l'inizio della jam originale, e in coda la fine della stessa jam. In mezzo c'è una sorta di pop song che ho scritto, e nella quale ho piazzato altri pezzi della jam.”
Cosa significa il titolo, oltre a pronunciarsi come mistakes detto da qualcuno con problemi alle esse? “Nasce dalla canzone omonima, che parla di ragazzi che si trasferiscono a New York in cerca del mito del r'n'r, pensando di avercela fatta appena pippano un po' di coca e si vestono come gli Stones. Restando schiacciati sotto le ruote di questo mito. È come se il mito e il consacrargli la tua vita ti prendessero qualcosa. Ma può essere letto anche come ‘punti di vista sul mito', se messo nel contesto dell'album intero.”

Anche loro però hanno fatto rotta verso est, un lustro fa circa. Dopo aver scosso le fondamenta della scena indie-punk californiana con qualcosa che, nel 1997, doveva sembrare davvero proveniente da un altro mondo. “Non è che avessimo tutte queste nobili intenzioni di fare qualcosa di totalmente nuovo e rivoluzionario. Certo era nuovo rispetto a tante band dell'epoca, ma siamo stati soltanto fortunati. O meglio, audaci abbastanza da farlo per primi. Ma sarebbe successo comunque: non penso che tutti i gruppi più o meno simili a noi siano stati influenzati da noi, semplicemente si stavano comprando gli stessi dischi più o meno nel momento in cui ce li stavamo comprando noi.” Cosa trasforma però i membri di due o tre piccole punk band di provincia in una macchina da guerra funk? “Penso a due fattori in particolare. Uno sono i Nation Of Ulysses, non facevano che parlare di Motown e noi cominciammo ad appassionarcene, costruendoci collezioni di dischi saccheggiando gli scaffali dei vinili da un dollaro nei negozi nei negozi di usato, comprando vecchia roba soul o disco. L'altro è che alle ragazze che cominciavano a girare nella nostra scena non piacevano molto i gruppi sempre e solo tiratissimi, e trovammo un punto in comune nel ballo. Fu lì che nacquero le prime feste a Sacramento, in uno spazio autogestito che era negozio di dischi e sala concerti. Di sopra i gruppi punk suonavano, di sotto noi che mettevamo album di Stevie Wonder dall'inizio alla fine saltando le canzoni lente!”
Un dualismo rock/dance che ha dato frutti gustosissimi, ma che come dichiarato dallo stesso Nic in una recente intervista a Pitchfork ha portato a una diversa percezione dei !!! da una parte e dall'altra dell'Oceano Atlantico. Pubblico indie di là e pubblico dance di qua, grossomodo. “Confermo, il succo è quello. Il mondo dance è stato una sorpresa per noi in un certo senso. Non necessariamente non era il nostro mondo e ora lo è diventato, ma lo capisco decisamente meglio rispetto ai primi tempi, rispetto a quando siamo andati per la prima volta alla Winter Music Conference di Miami e… ‘Wow, quanta ecstasy!'. Abbiamo pubblici diversi, più indie-rock negli Stati Uniti. Lì la dance è diventata una cosa da straight , da gente regolare, gli unici che vanno a ballare house e techno sono sfigati e tamarri che usano i club principalmente come mercato del bestiame. Preferisco il pubblico europeo, è sempre più divertente essere qui, c'è più gente e gli impianti sono migliori.”

La musica da ballo, comunque, resta il collante per un'accolita variopinta e presumibilmente eterogenea nei gusti. Mettersi d'accordo sarà difficile… “Ognuno ha le sue cose che gli altri non possono proprio ascoltare, ma siamo anche ovviamente d'accordo su altre. C'è roba che non faccio nemmeno sentire agli altri, come Devendra Banhart o Joanna Newsom. Ci mette d'accordo la disco, roba tipo classici del Paradise Garage e del Loft, le cose più gay. Nel rock direi i Sonic Youth, ma in furgone non ascoltiamo molto rock.” E i modelli del nostro Nic come cantante e frontman? “Ian Svenonius, per forza. Quando vidi Nation Of Ulysses e Cupid Car Club ( sorta di prima incarnazione dei Make*Up, un solo fantastico   7” all'attivo per Kill Rock Stars – ndr ) fu incredibile. Potrebbe quasi essere il migliore che abbia mai visto… ma devo citare che anche Jon Spencer, non so se ho visto uno fenomenale come lui dal vivo. Poi certo, ho visto James Brown: era grande, era fantastico, era La Leggenda in tutto e per tutto. E Iggy, assolutamente. E Morrissey.”

Torniamo al nuovo album: c'è un concetto piuttosto punk dietro All My Heroes Are Weirdos , o sbaglio? “È   una delle canzoni che abbiamo cercato di legare alla situazione politica attuale. Vuole parlare alla gente di quello che succede ora mettendolo sotto forma di leggenda, pensando al mito di Nerone. È per dire che chi ci porterà fuori da questa situazione sarà qualcuno che vede le cose in modo diverso. I nostri eroi sono persone che hanno opinioni forti, non facili da esprimere. Tipi strani. I miei eroi? Prince, Iggy, David Byrne, Sonic Youth, Beatles, Timbaland. In politica non ne ho, e anche gli eroi del passato sono fallibili. Tutti amano Kennedy, per dire, ma ha fatto un sacco di cazzate e probabilmente è così amato perché è morto.”
Interessante, ma mai quanto Bend Over Beethoven : “Parla di come ci sia sempre qualcosa di più, un posto più in là dove arrivare. Ho sempre amato Roll Over Beethoven di Chuck Berry perché era un bel vaffanculo, un inno per dire ‘Questo è il r'n'r, questo è qualcosa di nuovo'. Beh, Bend Over Beethoven manda affanculo sia Beethoven sia Chuck Berry! Si può andare ancora più lontano, c'è di più! Ed è questo concetto che ho provato a usare come metafora musicale per il sesso anale: proprio come c'è sempre più musica da scoprire… non so, ho sempre trovato incredibilmente chiusa mentalmente l'attitudine di chi dice ‘Oh, non c'è più musica buona' oppure ‘Questa è l'unica musica buona”, quando invece c'è possibilità che tu arrivi alla fine della tua vita senza nemmeno aver conosciuto questo, questo e quest'altro. Dì a Beethoven che c'è ancora dell'altro, che c'è di più! Intendiamoci, Beethoven era un figo, mi sono documentato quando ho scritto il pezzo (ride - ndr). Ha aperto molte porte ed ha cambiato la musica. Ma quello che sto cercando di dire è che aveva comunque ulteriore strada da fare, e posti dove arrivare. Ha passato la sua vita senza sapere che avrebbe potuto prenderlo nel culo e quanto piacere ci sia nel prenderlo nel culo, essenzialmente. Molta gente passerà una vita intera senza mai prenderlo nel culo. Non so quanta gente ignori il sesso anale, ma è incredibile, e molti moriranno senza saperlo. Certo, un po' di eterosessuali al limite consocono il sesso anale attivo, ma dà molto più piacere prenderlo! Non è soltanto un buco più stretto, è un diverso livello. Questo volevo dire, musicalmente: c'è sempre di più di quello che fai, puoi sempre andare un po' più lontano. Sì, piegati Beethoven è letterale. In un attimo, senza accorgertene, non ne hai mai abbastanza. E lo puoi applicare come attitudine a ogni aspetto della tua vita. Tell mother the news … ora devi dire a tua madre che ti piace su per il culo!”

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