ALTRO
Un candore oscuro...

di MARCO DELSOLDATO

(da Suburbia webzine)

Questa intervista si è contraddistinta per un lungo e sofferto” parto”, ma mai come in questa occasione è valsa la pena di aspettare…. Il dialogo via e-mail con gli Altro è stato surreale, mai scontato e banale….in sintesi un vero piacere. Fra il new punk e Pesaro, fra il “boncio” e “un ballo che si paga e si chiama pogo” …..ecco a voi tre ragazzi che difficilmente vi annoieranno.

Tre domande banali me le dovete concedere, prometto però di farle sparse… Chi sono gli Altro?
"Perché, a te non piacerebbe avere una casa, un lavoro, dei figli?" "No, io sono per la precarizzazione della mia esistenza." anonimo studentesco, Bologna 1997. (Resto leggermente perplesso, ma la frase mi piace…NDA)
Allora, gli Altro sono Gianni , Simo e Ale. Suonano da circa sette anni e quando qualcuno viene a sapere la loro età dimostrano sempre qualche anno in meno. Vivono a Pesaro, la prima città che trovi quando arrivi col treno nelle Marche. C'è anche una galleria prima di arrivare, se sei in treno da Milano da quattro ore la cosa può sembrarti anche molto emozionante…

Potrei provare il viaggio… ma non divaghiamo subito. “Candore” è un album che sfiora diverse sonorità: da un pop deviato a momenti post-punk , passando per tutto quello che sta in mezzo a queste due definizioni. Se doveste presentarlo qualcuno che non sa nulla di voi cosa direste?
Sicuramente la parola pop è soffocante quanto la parola hardcore. Punk tutto sommato ci si appiccica bene. Non vorremmo montare polemica ma il pop deviato sta bene, post -punk invece non tanto, perché vengono in mente solo i Joy Division e i Cure ( che piacciono solo ad Ale…il quale, per natale o compleanni, ci regala dei loro dischi pensando che debbano piacere anche a noi…). I Vic Sorriso, quando abbiamo suonato a Padova con loro, hanno coniato il termine new punk, sta bene, no?

Ve lo concedo, però le influenze dei Cure e dei Joy Division non mi sembrano così estranee, sarà la mano di Ale… ma la musica che vi circonda agisce su di voi in qualche modo ?
La musica é la colonna sonora della vita, come un film. Vorremmo avere una canzone per ogni momento importante da ricordare. Poi ci sono le persone che ti ricordano un gruppo: a Gianni “London Calling” ricorda la Francesca Bertozzi, i Therapy la Daniela; ad Ale i Pixies e i Clan Of Ximox portano alla mente la Renata, e un disco degli American Music Club un primo maggio passato sul boncio. La cosa strana é quando questi ricordi si sommano con altri, ad esempio quando sei in macchina e ascolti una canzone che piaceva alla tua ex ragazza…però sei con quella nuova...

Scusate l’ignoranza, ma cosa sarebbe il boncio…?
Il boncio é un posto dove si va a passare il primo maggio quando hai solo il motorino, oppure ti accompagnano i genitori. Ci sono una casa e una chiesa e di solito i preti ti portano a fare i ritiri per le comunioni/cresime. Su questo colle c’è un grande giardino, chiamato boncio. Il primo maggio (come usanza dalle nostre parti e penso anche dalle vostre) il cancello é aperto e le compagnie /”giovani sposi con bambini piccoli” vanno a fare un picnic per prendere il primo timido sole.

Ah… Sì, esiste qualcosa di simile anche qui, ma la nebbia a volte c’è anche in quel periodo… Beh, torniamo a voi. I testi, a volte più velatamente a volte in modo più manifesto, sono densi di inquietudini... Siete dei ragazzi inquieti e turbati…?
Quando uscì la recensione su Equilibro Precario ci avevano definito tre ragazzi in bilico. A Gianni questa frase non piaceva: non riuscivamo a capire dove la gente vedeva tanta disperazione. Gianni ha studiato e adesso lavora a Bologna, Simone si sta laureando e Ale lavora disegnando. Insomma, per gli Altro le cose importanti non si dicono e fondamentalmente, anche se non sembra, stanno abbastanza bene. Ci sono cose che difficilmente spieghi a parole, ma cerchi sempre di trovare delle situazioni per spiegarle. Pensa che Francis Ford Coppola, quando cercava di fare capire come vedeva il film "I ragazzi della 56a strada" diceva, prima che lo andassero a girare, che sarebbe stato un film sul tramonto. Forse é un po' banale esprimersi cosi, ma cerchi di fare capire subito cosa sarà, invece di spiegare un sentimento che sta dietro. Si é capito o è un casino …?

Il succo è chiaro… Allora, testi che “appaiono” inquieti, ma il titolo dell'album è "Candore". Come mai questa scelta?
Il titolo del disco è stato molto difficile, “candore punk” era il commento che Andrea scrisse quando parlò del nostro disco precedente. Aveva messo questa parola subito dopo il nostro nome, così un giorno, ad un concerto, Michele dei Roid venne a chiederci "Candore", pensando fosse il titolo del settepollici! Una cosa buffa, no? Un’altra possibilità che concorreva a titolo era "Costanza", l'ultima canzone del disco. Piaceva, rendeva bene quello che cerchiamo, ma non siamo. La nostra costanza più che azione é inerzia, andiamo avanti perché ti spinge in avanti, ha anche qualcosa di vagamente politico, che con il rosso della copertina stava veramente bene, ma a Simone dava fastidio il fatto che potesse essere scambiato con il nome di una ragazza (ed anche che avesse qualcosa di vagamente politico). Ad Andrea piaceva “Soria” e “Baia Flaminia”, i quartieri vicini al mare di Pesaro, dove abitiamo tutti e tre. C'era anche un poeta pesarese che descrisse, in una specie di Decamerone, le giornate oziose dei nobili e dei borghesi a fine ottocento: era intitolato "Giornate Soriane", ma già mi vedevo a scrivere il significato del titolo nelle interviste……Allora è rimasto “Candore”…

Seconda domanda banale... il risultato finale di“Candore” è quello che vi aspettavate all’inizio, oppure ne siete rimasti sorpresi?
Questa non è una domanda banale! Puoi immaginarci tutti e tre mentre, invece di fare le prove, dibattiamo se il risultato sia veramente quello che volevamo ottenere. Le considerazioni sono l'argomento principale delle nostri discussioni. Non sappiamo come Matteo Sprinzi, che spesso esce con noi, riesca a sopportarci. Ale e Gianni poi, sono i peggiori. Ci vuole sempre Simone a dire la cosa giusta riuscendo a zittire tutti e due senza, però, dare ragione a nessuno. Certo… se Gianni non lasciava il suo basso in garage sotto la pioggia magari ci mettevamo di meno a registrarlo il disco, e non dovevamo accordarlo ogni volta che registravamo. Idem per la chitarra di Ale, a cui mancavano le corde, come del resto al basso di Gianni…. Non sapremo mai se quello che é venuto fuori registrando sia quello che pensavamo potesse uscire mentre lavoravamo al disco; però il contorno di cose che abbiamo voluto era quello che cercavamo. Abbiamo registrato a Cerasa, nella campagna, fuori Fano. Si vedeva il mare, ci abbiamo messo tutti i fine settimana da maggio a giugno. Marcello, quello che ci registrava, alle volte ci lasciava lì a discutere e a considerare sui testi delle canzoni per tutto il pomeriggio, tanto lo pagavamo a ore…

Il vostro sound cambia molto dalla dimensione di studio a quella live?
La differenza sostanziale è che dal vivo non siamo precisi come sul disco. Non hai molta voglia di stare attento a quello che fai sul palco, vorresti essere sotto con la gente che guarda il concerto. Uno dei nostri sogni ricorrenti è vederci sotto il palco mentre suoniamo, perché mentre sei sopra non sei presente come se stessi solo osservando.

Come vi trovate con la Love Boat?

La love boat è Andrea Pomini, che leggevamo da quando eravamo piccini. Ho fatto la rima!!!!!. Insomma, ho tutti gli ultimi numeri di “Abbestia” e ogni tanto li rileggo. Della numero sei possiedo due copie, una con Ambra Angiolini e l'altra con Fonzie. Quando ci chiese se volevamo fare un disco interamente con lui, io pensai a una cosa tipo proposta di matrimonio. Abbiamo sempre fatto le cose da soli, mettendo da parte i soldini per andare a stampare i nostri dischetti, e poi facendoli girare e distribuendoli per l'Italia. Gianni a casa ha una mappa dell'Italia con tutti i posti dove sono arrivati…. Ci piaceva pensare il nostro disco nel suo catalogo, assieme ai Nuvolablu, Byallmeans, Los Crudos e Frammenti. Tutti gruppi che abbiamo ascoltato e che ci piacevano. Andrea dovette insistere molto per il disco, perché noi, per quasi un anno, non ci abbiamo creduto. Ale continuava a scrivergli lettere chiedendogli se fosse vero o no. Poi al concerto degli Encore Fou, arrivò a Pesaro e cominciò a parlare di quantità, copertina, colori, plastica, fogli siae… cominciammo a pensare che faceva sul serio, che si faceva sul serio….

La scena indipendente italiana dimostra vitalità, ma sembra disgregata. Quali possibilità possono avere in Italia gruppi come il vostro?
Questa è una domanda densa di inquietudine (ecco chi è l’inquieto!!!) Sono tanti quelli che si pongono il problema del disgregamento della scena italiana, quanti quelli che stanno dietro a fare domande se un gruppo italiano ha più opportunità a cantare in inglese o in italiano. Bisogna capire cosa vuol dire possibilità: gli Encore Fou, l'anno scorso, suonarono di supporto agli At The Drive In e tra di loro ci furono un po' di scazzi, perché questa era una opportunità per suonare davanti a tanta gente, ma anche una possibilità che tanta gente li ascoltasse (e questo voleva dire prezzo alto, discoteca, palco transennato, gente che forse veniva al concerto perché c'è un ballo che si paga e si chiama pogo). Loro decisero di suonarci e basta. Non so se mi spiego, avere la possibilità di fare qualcosa, anche di stampare un disco, non é difficile. Ci sono riusciti gli Altro che non si mettevamo d'accordo neanche sulle canzoni, quindi lo possono fare anche i vari gruppi che passano su videomusic (che adesso si chiama viva), fanno un video che passa per una settimana e sperano di essere "arrivati"… e uno pensa che hanno avuto una possibilità e adesso sono a posto. Poi non si ricorda il nome più nessuno e alla Virgin trovi il disco tra le offerte speciali o tra gli usati al Metropolis. Ci sono possibilità, quale stai cercando? Apparire sugli scaffali della Virgin, non vuole dire per forza prezzo alto, discoteca, gente che compra il tuo disco perché può fare un ballo che si paga e si chiama pogo. Non vuol dire per forza vendere. Autoprodursi e distribuirsi può voler dire conoscere tante altre persone che magari passano il pomeriggio come te e, dopo aver studiato, non guardano mtv. Fare concerti in discoteca non vuol dire per forza "arrivare", a Pesaro i gruppi, ad esempio, faticano anche a suonare al centro sociale.

Pesaro… esiste una scena musicale ? Ci sono spazi?
I gruppi che ci fanno compagnia sono gli Sprinzi, che hanno fatto disco per Alicerecords, gli Aereodynamics, che hanno stampato un disco dance per Snowdonia, i Pulmanx, che sono l'abc del punk a pesaro, i Container47, i giovani Slight, e tutti i gruppi di Olly, qualsiasi cosa faccia, anche i tatuaggi o i fumetti. Il centro sociale non fa più concerti ma La Fuente, adesso Bachelor, li ha sempre fatti e sono passati tutti i miglior gruppi italiani e stranieri. Da poco hanno aperto il circolo dei bambini in Baia Flaminia e il Drome che stanno muovendo le acque torbide di Pesaro; quindi ci sono abbastanza posti dove poter suonare ...ma la cosa che ci viene in mente adesso è la festa di Soria (il nostro quartiere dove c'è lo stanzino prove), che ogni anno fa la sua versione della festa rock e fa suonare i gruppi. L'anno scorso nessuno ha voluto suonare e sul palco hanno montato il karaoke….

Se doveste paragonare gli Altro ad un libro e ad un film...
Domanda difficile… Passiamo…

Ok, però so che gli Altro sono legati ad un libro… Fonti certe mi hanno comunicato che sono stati fonte d'ispirazione per un romanzo ("Tutti Carini" di Jacopo Nacci edito da Donzelli). Ce ne parlate? Ma soprattutto, se uno può scegliere una sola cosa, meglio "Candore" o il libro di Nacci?
Non so se riuscirete a trovare il libro di Jacopo Nacci in libreria, le possibilità sono le stesse di cui si parlava poco sopra. Finita la serie non molti libri vengono ristampati e, molte volte, le case editrici mandano al macero le copie rimanenti per evitare accumuli nei magazzini. Il libro é la storia di Jughi, giovane Werther pesarese che tra le altre cose ascolta gli Altro. C'é anche un capitolo con un intero testo di una canzone. Ah, c’è anche il manifesto del troppismo, solida considerazione filosofica di chi, tra due scelte, non si decide perché ne vede infinite altre….

Capito… datemi , però, qualche consiglio… Se doveste consigliarmi un album uscito di recente, uno solo…
New Order, Notwist, Noise Conspiracy, Runi, Redworm'sfarm, Steel Pulse…

Ehm, grazie… Passiamo alla terza domanda banale (ok, lo erano anche le altre… ma queste sono proprio ovvie…). Avete un'idea di quello che avverrà dopo "Candore"?
Compreremo gli strumenti. Ovvio…

Ora potete "urlare" quello che volete. Musica, politica, sport… Prometto che non ci sarà censura...
Scusa per il ritardo con cui facciamo questa intervista…

Nessun problema ragazzi, fossero tutte così le interviste…

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